

5. Le riforme in Russia durante il regno di Pietro il Grande.

Da: L. Kochan, Storia della Russia moderna dal 1500 a oggi,
Einaudi, Torino, 1968.

In queste pagine dello storico inglese Lionel Kochan vengono
analizzate le riforme principali che caratterizzarono il regno
dello zar di Russia Pietro il Grande. Nel tentativo di ammodernare
le strutture arcaiche del proprio regno, egli si rec
appositamente, primo degli zar, in alcuni paesi europei e ne
rilev le pi importanti novit politiche, tecniche e culturali.
Il suo scopo era quello di fare della Russia uno stato forte e
potente, che potesse competere con le pi importanti nazioni
occidentali. Il suo tentativo, tuttavia, non riusc a scardinare
del tutto i valori tradizionali della societ russa, ma provoc
comunque una frattura fra la classe dei nobili e dei proprietari e
quella dei contadini, la cui ostinazione a portare la barba,
vietata dal regime, costitu un esempio del pervicace rifiuto
delle masse all'introduzione di novit imposte dall'alto.


Gli eventi accaduti durante la giovent di Pietro [congiure di
palazzo e lotte di clan familiari] avrebbero ben potuto favorire
uno stimolo a spezzare ogni legame con Mosca e i pesi morti del
suo passato bizantino, la sua ignoranza e inefficienza, le sue
lotte intestine, la sua compiacenza di se stessa, la sua
grossolonit e avversione per ogni cambiamento. Ad ogni modo,
Pietro fu certamente il pi fortunato e vigoroso di tutti gli zar
nei suoi sforzi rivolti a creare una Russia (come fu ribattezzata
la Moscovia durante il suo regno) capace di stare su un piano di
parit con l'Occidente. Fu questo a fare di lui non soltanto lo
zar pi impopolare mentre era in vita ma anche il pi discusso
dopo la morte. [...].
Inizi il suo viaggio d'istruzione nel 1697. Ptr Michajlov,
questo era il nome assunto dallo zar che andava in giro travestito
(come si fa a non riconoscere un uomo alto pi di due metri?),
viaggiava con un seguito di duecentocinquanta uomini. Egli
intendeva apprendere i metodi pi recenti adottati nelle
costruzioni navali e reclutare specialisti navali e militari.
L'obiettivo politico di organizzare una grande alleanza contro i
Turchi fall per la riluttanza delle potenze occidentali.
I porti baltici di Riga e Liepaja diedero a Pietro il suo primo
sbocco sul Baltico, consentendogli relazioni commerciali pi
facili con Mitau [nome tedesco della citt lettone di Jelgava],
Knigsberg, Berlino, l'Olanda e l'Inghilterra. La comitiva rimase
all'estero un anno e tre mesi. Nessuno zar prima di lui era stato
fuori della Russia e nessuno zar aveva fatto ci che Pietro stava
facendo. A Zaandam e Amsterdam egli e i suoi compagni lavorarono
ogni giorno come apprendisti mastri d'ascia presso la Compagnia
olandese delle Indie orientali. Inoltre visitarono ospedali,
opifici, officine di ogni genere, scuole e centri militari e
navali. Dopo aver trascorso quattro mesi in Olanda, Pietro si rec
in Inghilterra sullo yacht reale regalatogli da Guglielmo secondo
[statolder delle Provincie Unite olandesi]. Fu questo il periodo
pi importante del viaggio. [...].
Aiutato dal buffone di corte Turgenev, Pietro in persona, il
giorno stesso del suo ritorno dall'Occidente, tagli le barbe dei
suoi principali boiari [nome con cui si designavano i nobili russi
consiglieri dello zar] rendendo obbligatorio l'uso di abiti alla
moda ungherese e tedesca al posto delle palandrane a larghe
maniche usate fino allora. Tutti i Russi, eccettuati gli
ecclesiastici e i contadini, furono obbligati ad osservare le
nuove leggi sotto pena di essere multati. [...].
La Russia fu in guerra durante la maggior parte del regno di
Pietro. Da ci dipesero la natura, l'obiettivo e il successo delle
attivit dello zar come riformatore. [...] Egli non indietreggi
davanti a nessuna misura che gli sembrava potesse favorire i
propri scopi, per quanto grande fosse l'opposizione che dovette
incontrare. Lo zar spinge in su da solo con la forza di dieci, ma
milioni di persone spingono in gi, scrisse Pososkov, uno dei
primi apologisti del regime di Pietro. Per tirare quei milioni di
persone dalla sua parte, Pietro dovette sviluppare un ampio
sistema di spionaggio e raccolta di informazioni, in aggiunta alle
punizioni tradizionali russe. Fece pagare ai suoi sudditi,
specialmente ai contadini, un alto prezzo per l'ascesa del loro
paese al ruolo di grande potenza.
Il problema del denaro attir fin dagli inizi l'attenzione di
Pietro. Come riusc a coprire le spese militari sempre crescenti:
2 300 000 rubli nel 1701, 3 200 000 nel 1710, pi di 4 milioni nel
1724? Ci si poteva valere di alcuni espedienti, e Pietro si valse
di tutti. Confisco le rendite delle propriet ecclesiastiche;
svalut la moneta; introdusse ogni tipo di tasse indirette che
venivano spesso suggerite da uno speciale corpo di persone che ne
traevano un profitto. Si imposero tasse sulle barbe, sulle casse
da morto, sull'agricoltura, sui bagni pubblici, sulla vendita del
sale, sui matrimoni nelle trib non russe. Ma nel 1710 queste
misure si erano gi dimostrate inefficaci, il che port a una
variazione dell'incidenza della tassazione diretta. [...].
La politica industriale ed economica di Pietro si svilupp su
linee pi tradizionali. Egli incoraggi l'industrializzazione del
paese seguendo le direttive gi stabilite dai Romanov del secolo
diciassettesimo. Ma Pietro si occup pi di quanto fosse stato
fatto in passato della fabbricazione di armi e munizioni e di
tessuti per i suoi soldati e i suoi marinai al fine di rendersi
indipendente dai rifornimenti occidentali. Anche la fabbricazione
della carta, un prodotto indispensabile in un regime burocratico,
aument grandemente, sicch nel 1723 Pietro pot decretare che
negli uffici statali poteva essere usata soltanto carta di
fabbricazione russa. Alla fine del suo regno, la Russia contava
circa duecento fabbriche, alcune delle quali impiegavano pi di
mille operai. Tra le fabbriche pi importanti vi erano quelle che
producevano lana, filati di lino, seta, cuoio, cotone e oggetti
d'ornamento.
Anche le industrie mineraria e metallurgica migliorarono. Nei
depositi di ferrro degli Urali si ebbero i progressi pi notevoli
in fatto di tecnica e procedimenti estrattivi. [...] Nello spazio
di un quarto di secolo, la Russia era riuscita a diventare la
maggior produttrice di ferro del mondo. Era la Russia che forniva
la maggior parte delle importazioni di ferro dell'Inghilterra.
Lo sviluppo generale delle fabbriche e dell'industria mineraria fu
dovuto all'aiuto statale, al lavoro forzato e all'applicazione di
tariffe protettive. Senza dubbio, nelle compagnie formate in
seguito alle pressioni di Pietro per aumentare le risorse del
paese, i loro capitali erano preponderanti, ma anche i sussidi
dello stato erano necessari, dato che i capitali erano
insufficienti. Lo stato contribu anche ad ovviare alla mancanza
di mano d'opera. Obblig al lavoro tutti i vagabondi, i
disoccupati e gli individui che vivevano al margine della societ,
come le prostitute e gli orfani, facendoli prestar servizio nelle
fabbriche. Nelle zone meno popolate il problema fu risolto
obbligando i contadini delle terre demaniali a lavorare nelle
fabbriche. I contadini fuggiti e che lavoravano in una fabbrica
non potevano essere reclamati dai loro proprietari. Fu questo
l'impulso che Pietro diede all'industrializzazione. Infine, lo
stato non soltanto contribuiva a finanziare e a rifornire di mano
d'opera le imprese industriali, ma concedeva loro il beneficio di
alte tariffe, il diritto di importare macchinari e materie prime
senza imposizioni doganali, e l'esenzione dalle tasse.
Questa politica finanziaria e industriale influ soltanto
indirettamente sulla condizione sociale delle varie classi. La
politica sociale di Pietro, per, fu intenzionalmente volta a
causare profondi mutamenti negli obblighi a cui le varie classi
erano tenute, e nelle relazioni che intercorrevano fra loro. Come
sempre, l'obiettivo pi importante di tutti fu quello di
organizzare la popolazione in modo tale che essa adempisse
disciplinatamente ai suoi obblighi verso lo stato. Questo
principio del servizio nazionale generale e obbligatorio non era
nuovo. Ma Pietro ne rese sistematica l'applicazione, la perfezion
e intensific. [...].
Egli obblig la Russia a studiare, o piuttosto obblig certi Russi
a studiare determinate discipline. Quando sal al trono, Pietro
trov una sola scuola, l'Accademia di Mosca, oltre a due accademie
teologiche, una a Mosca e l'altra a Kiev. Ci era chiaramente
insufficiente, dato il numero di nuovi esperti e specialisti che
lo stato esigeva. Gli stranieri fornivano gran parte del personale
specializzato, ma non poteva essere che un rimedio temporaneo.
Essi peraltro avevano per lo pi incarichi esecutivi e avevano
scarsa influenza sulla politica. I Russi che avevano appreso
all'estero la scienza nautica, la balistica, le scienze
economiche, le lingue, l'ingegneria, potevano anch'essi rendersi
utili. Ma il grosso della classe dirigente bene addestrata doveva
naturalmente uscire dalla Russia stessa. Pietro, pensando anzituto
alle necessit dell'esercito e della marina, cominci con
l'istituire a Mosca e a Pietroburgo un certo numero di scuole da
cui sarebbero usciti gli ufficiali per le due armi. [...].
Una cornice grandiosa ebbe la fondazione dell'Accademia delle
scienze, che in effetti fu un elemento importante della vita
intellettuale russa fino alla rivoluzione. [...].
Non vi futono limiti all'attivit di Pietro riguardante
l'istruzione nel senso pi ampio. Egli riform il calendario,
adottando nel 1700 quello di Giulio Cesare, cosicch in Russia non
si cont pi a partire dalla creazione del mondo, ma dalla nascita
di Cristo; semplific il vecchio alfabeto cirillico riducendo il
numero dei caratteri e avvicinando i restanti a modelli latini;
fond il primo giornale russo e promosse insistemente la
traduzione di opere straniere, scelte fra quelle prevalentemente
di carattere tecnico e senza problemi religiosi; inaugur il primo
teatro pubblico russo, con rappresentazioni date sulla piazza
Rossa di Mosca; pose fine con leggi coattive all'isolamento
femminile; infine istitu riunioni dove i nobili di ambo i sensi
vennero obbligati ad imparare i primi rudimenti del bon ton [buone
maniere] intrattenendosi fra loro con chiacchiere, danze e
rinfreschi.
Malgrado per tutto il desiderio di Pietro di cancellare la
vecchia Moscovia, e di creare una Russia moderna, non esist mai
una seria politica di occidentalizzazione. La politica estera era
largamente tradizionale. Per quanto riguardava il Baltico, Pietro
vide chiaramente in se stesso il successore di Ivan il Terribile
[Ivan quarto, zar dal 1533 al 1584], il cui ritratto era stato
posto a fianco del suo nella processione trionfale che segu alla
battaglia di Poltava. Anche all'interno, gran parte della politica
di Pietro ricalcava le linee del secolo diciassettesimo.
L'esercito, le attivit industriali, l'istruzione, l'impiego di
stranieri, tutte queste caratteristiche del regno di Pietro non
presentavano niente di nuovo. [..].
Ma se Pietro non ruppe col passato,  anche evidente che inaugur
una specie di ordine nuovo, e che stabil una nuova tendenza.
[...].
Fin dai tempi di Ivan terzo [principe di Mosca dal 1462 al 1505] e
Ivan il Terribile, si erano sempre avuti seri tentativi di
raggiungere e superare i paesi, tecnicamente pi progrediti,
dell'Europa occidentale. E il regime di Pietro continu questi
tentativi. Tutto ci  implicito nelle parole di Pietro rivolte ai
generali svedesi fatti prigionieri a Poltava: Signori - egli
disse -,  a voi che dobbiamo tutto questo. La Russia si valse
dell'Occidente per sopraffare l'Occidente. Da Ivan il Terribile a
Pietro il Grande e oltre, l'Occidente apparve soprattutto come
un'organizzazione di potere, la cui adozione sarebbe servita come
mezzo per assicurare la sopravvivenza della Russia. E' in questo
senso che Pietro era un occidentalizzato, e fu con questo spirito
che egli si sforz di modernizzare la Russia e di farne una parte
dell'Occidente. [...].
Questa stretta convivenza di vecchio e nuovo caus tuttavia una
pi profonda influenza, anche se in termini assoluti non penetr
alla base. [...].
Per illustrare nel modo pi semplice il contrasto che segu, si
pu dire che un dvorjantsvo [classe di proprietari terrieri al
servizio dello stato] e una classe burocratica imparruccati e
sbarbati vestiti alla moda occidentale, che seguivano una carriera
in qualche branca del servizio statale e vivevano lontano dalle
terre ereditarie, si trovavano di fronte a una massa di contadini
barbuti. La barba era assai pi che un simbolo, stava ad indicare
due mondi in contrasto. Una sparuta minoranza educata alle idee
occidentali ma poco permeata da esse, viveva una vita assai
differente da quella della massa oscura. Due culture
coesistevano fianco a fianco con un minimo di relazioni e di
concessioni. La massa, immersa nella povert e nell'alfabetismo,
si attaccava con un conservatorismo inveterato, interrotto
soltanto da spasmodiche e selvagge rivolte, alla sua religione, al
proprio modo di vivere, alla propria morale e ai propri vestiti
tradizionali. La classe superiore parlava un linguaggio del tutto
differente, pensava in termini differenti e aspirava a differenti
ideali. [...] Questa divisione fu un dato fatale dell'eredit
lasciata da Pietro alla Russia del futuro. Essa ebbe bisogno di
un'altra e pi completa rivoluzione, quella bolscevica, per sanare
la frattura.
